Un caso tipico in cui l’analisi concettuale si deve spingere fino alle alte sfere dell’ontologia è quello della coordinazione dei database. In che modo i dati campionati dall’Istat e quelli campionati dal suo corrispettivo inglese possono venir paragonati? Quando si dice che la percentuale degli italiani che posseggono beni immobili è più alta della corrispondente percentuale degli inglesi, si è tenuto adeguatamente conto delle differenze della struttura fondiaria? Una parcella di terreno ha lo stesso statuto, la stessa natura in Italia e nel Regno Unito? In che cosa consiste la proprietà immobiliare?
Tra i vari contributi del convegno di Buffalo uno tra i più prossimi agli interessi di economisti e legislatori è stato presentato da Leonardo Zaibert dell’Università di Caracas e riguarda la natura dei beni immobili (). Dopo aver riassunto e criticato le concezioni tradizionali della proprietà immobiliare e dei diritti ad essa annessi, Zaibert introduce i criteri per distinguere tra proprietà immobiliare (real estate) e terreno (raw land), una distinzione solo in apparenza semplice. Una proprietà deve avere
- confini
- accesso
- struttura bi o tridimensionale, e
- dar luogo a un insieme di obblighi di vicinato.
- non è costituita necessariamente dalla materia che la compone (si puoò sostituire tutta la terra in una proprietà senza alterare i diritti annessi).
Inoltre una proprietà
I criteri di identità della proprietà sono quindi distinti da quelli del terreno che le corrisponde. Un conflitto ontologico tra sistemi legali diversi può per esempio concernere il punto 3. Una parcella di terreno può venir concettualizzata come superficie o come volume. Negli Stati Uniti si è proprietari del volume soggiacente, in Messico solo della porzione superficiale. Un giacimento petrolifero negli Stati uniti apparterrà al proprietario del terreno, in Messico allo stato. Alla fine degli anni 80 in Svizzera si era progettato un collegamento ferroviario ultrarapido tra Ginevra e Zurigo e secondo una simulazione risultava più conveniente scavare un tunnel in profondità che espropriare terreno per una linea di superficie. Un limite del contributo di Zaibert è la sua insistenza – non sostenuta da un preciso argomento – sulla natura astratta degli oggetti immobiliari. Che cosa accade se la proprietà di Verdi slitta fisicamente e in modo solidale su quella di Rossi, trovandosi ora con case e alberi entro i confini astratti di quest’ultima? Non è chiaro come redistribuire i diritti – e forse un compromesso dovrebbe tener conto non solo dei confini astratti della proprietà, ma anche del contenuto (terreno, beni annessi) della parcella di Verdi. Ma la difficoltà principale da superare per ottenere un soddisfacente approccio ‘ontologico’ ai problemi legali riguarda i complessi problemi metodologici legati al ruolo delle nostre intuizioni in casi come questo.