Libertà e responsabilità

January 31st, 2010 § 0 comments § permalink

Degli uomini politici di un certo spicco asseriscono con convinzione il principio per cui i comportamenti individuali, per quanto criminosi come riscuotere tangenti, non sono condannabili se fanno parte di un “sistema”. Degli ex-terroristi spiegano e scusano le loro azioni criminali quali omicidi o gambizzazioni come “dettate” dallo spirito del tempo in cui erano state commesse. C’è un interessante – e preoccupante – filo rosso che accomuna tutte le spiegazioni “di sistema”, e riguarda il concetto stesso di libertà. Uno è libero in quanto uno è responsabile delle proprie azioni. In quali situazioni non sei libero? Sono le situazioni in cui non sei responsabile. Se qualcuno ti tiene la mano e ti fa sparare non sei libero – la responsabilità del tuo atti è di un’altra mano. Se qualcuno potesse usare un telecomando per farti fare o dire delle cose a suo piacimento non saresti responsabile di quello che fai; e al tempo stesso non saresti libero; per l’appunto, saresti telecomandato. Politici ed ex-terroristi stanno dando un’immagine di sé come di alieni, o meglio zombie telecomandati. Se non hanno colpe, perché le colpe sono del “sistema”, questo significa che erano e magari ancora sono degli zombie.

È un modo di farla franca? Non esistono leggi che possano condannare gli zombie, come non ci sono leggi che possano condannare le formiche. Con un semplice colpo di mano filosofico esce di scena la magistratura! Ma non è un po’ troppo chiedere al corpo sociale di accettare senza batter ciglio la presenza di zombie? Accanto a me, per strada, cammina una persona che pensa che i suoi atti non siano sotto il suo controllo, e magari ha una pistola in tasca. Non mi devo preoccupare? Nell’ufficio in cui sto andando per discutere di un contratto c’è una persona che pensa di agire senza poter scegliere, perché così è il sistema e così fan tutti. Posso veramente discutere con questa persona?

Ma fosse solo questo. Magari questi sono zombie e non lo sanno, potremmo avere compassione per loro, cercare di aiutarli. Innumerevoli sono le strade dell’umana solidarietà. Quel che preoccupa è vedere tante persone rivendicare con incomprensibile fierezza la propria mancanza di libertà.

Pax gallica

January 14th, 2010 § 0 comments § permalink

Google Books mette a disposizione i libri che sono di dominio pubblico (si deve fare una “ricerca avanzata” per selezionare eventualmente solo quelli di dominio pubblico). I ricercatori – in particolare nelle scienze umane, e in particolare gli storici – non celano il loro entusiasmo. Trovate svariate edizioni di Cartesio, per esempio; le potete confrontare, e fare una ricerca sui termini che vi interessano. L’aspetto alla vista è quello, moderatamente gradevole, della fotocopia di una pagina antica. Dopo aver scansionato milioni di libri presenti nelle biblioteche americane, Google Books ha cercato di intrecciare rapporti con quelle europee. In Francia ha per esempio acquisito i diritti di digitalizzazione della biblioteca municipale di Lione. Le altre biblioteche in Europa sono la biblioteca statale della Baviera, le biblioteche universitarie di Gand e Losanna, la Bodleiana a Oxford, la biblioteca nazionale Catalana. Uscita dall’ambito della lingua inglese, Google Books ha “intaccato” i patrimoni nazionali grazie a questi accordi bilaterali. La cosa non ha lasciato indifferente il ministro della cultura, francese Frédéric Mitterrand, che ha commissionato un rapporto a Marc Tessier, direttore generale di una società di produzione audiovisiva. Da anni la Francia è impegnata nel controverso progetto Gallica di digitalizzazione del patrimonio della Bibliothèque Nationale, giunto oggi a circa 900.000 volumi. Di fatto, per il contesto in cui è stato generato, il rapporto Tessier sancisce il ruolo ormai inevitabile di Google Books nel panorama culturale mondiale, anche se non a caso descrive il percorso della società americana in Europa nei termini militari di una “conquista” e dei necessari “negoziati”. Il testo propone un vero e proprio trattato di pace tra Gallica e Google Books, negoziato nei termini di uno scambio uno-contro-uno di files tra i due operatori. Il cavallo di Troia dell’invasione numerica di Google viene individuato nell’ancora insufficiente definizione di “libro digitale”, che si rifletterebbe nelle insufficienti tutele messe in opera nei contratti stipulati con le varie biblioteche. Il libro stampato è vincolato al suo supporto; il libro digitale è labile, può essere trasformato, annotato, aumentato, distribuito in modi diversi. In attesa di un più approfondito lavoro concettuale, le soluzioni possono essere soltanto dettate da un sano pragmatismo.

Uno degli aspetti più curiosi di questa battaglia culturale è che in seguito alla variabilità degli accordi tra Google Books e gli editori è oggi più facile consultare online nel dominio pubblico opere in latino che nelle varie lingue nazionali. È come se attraverso i secoli due culture globali si tendessero la mano, scavalcando i confini non solo dello spazio, ma anche del tempo.

Rapport sur la numérisation du patrimoine écrit

Where am I?

You are currently viewing the archives for January, 2010 at Shadowes.